U.C. e S.O.S. al sindaco: basta tecnici esterni

Il partito dei Cattolici e il movimento politico invocano il ruolo dell'opposizione

La politica non è un volgare mezzo per raggiungere un obiettivo, ha nobiltà in sé. E senza amore per il proprio PAESE non puoi farla bene». Che c’entra mi direte l’amore con la politica? Come un buon padre di famiglia che ama i propri figli, il Sindaco con tutti gli esponenti di città, DEVE PENSARE PRIMA AI PROPRI CITTADINI, e non andare fuori a trovare tecnici e altre figure da inserire nell’organigramma del comune. Dove sta anche quella parte politica di opposizione costruttiva per fermare tutto questo?

Noi di UNIONE CATTOLICA e SANNICANDRO SOS, siamo convinti che nella nostra gente ci siano “TANTI TECNICI BRAVISSIMI” e persone volonterose, per questo diciamo” NUOVAMENTE BASTA” CON UNA POLITICA che mira solo a persone esterne, perché promesse non si sa da chi. Non si tratta di due mondi inconciliabili? Non c’è da un lato il potere, l’arroganza e l’egoismo e dall’altro il prendersi cura e la tolleranza dell’alterità?

In realtà tutto dipende da quello che si intende per Politica e per Amore. Perché se la Politica è uno strumento per costruire una società più giusta, noi di UNIONE CATTOLICA e SANNICANDRO SOS pensiamo, che se l’amore è ciò che ci permette di essere liberi ed essere noi stessi, come non smettiamo di scrivere e di ripetere, allora la contraddizione è solo apparente. Anzi, non c’è Politica senza Amore. E anche nell’amore si ritrova sempre una dimensione Politica. Che si tratti dell’amore o della politica, è sempre una questione di riconoscimento: di sé, e, dell’altro. Non c’è amore se non si viene riconosciuti per quello che si è, ognuno con le proprie differenze e le proprie fragilità.

Esattamente come non c’è riconoscimento se non si ha la possibilità di vivere in una società capace di promuovere la libertà e l’uguaglianza di tutti. Ecco perché, se l’amore condiziona la fiducia in sé stessi, la Politica dovrebbe garantire il rispetto. Difficile spiegare ai sannicandresi che c’era qualcosa da riparare, che c’era una storia da continuare. Difficile fargli capire che, in fondo, era tutta una questione di amore, ma non per la nostra cittadinanza, non per il nostro paese, non per la giustizia, amore per tutti coloro che non si sentono riconosciuti, che non si sentono rispettati, e che si sentono ripetutamente umiliati. Perché talvolta bisogna avere il coraggio di mettersi in gioco e di battersi per ciò in cui si crede. Perché non bastano le ragioni della mente per prendere sul serio l’esistenza altrui. Servono anche le ragioni del cuore. Anche se tutto intorno a noi sembra urlarci che siamo inutili e non serviamo a nulla, la politica dovrebbe avere la capacità di ricordarci che non è vero, che non è così, che ognuno di noi è unico e speciale.

È qui che risiede il cuore stesso del rispetto e della dignità. Solo perché «SONO IO». Solo perché l’altro è «lui» o «lei». Almeno se si vuole riscrivere la BUONA POLITICA.

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