Comizio del sindaco: la storia dei rifiuti

I chiarimenti ai cittadini di un'emergenza evitata

La lunga cronaca della questione rifiuti è stata il perno principale del discorso tenuto dal sindaco, ieri sera, nel comizio informativo.

Sono intervenuti, nell’ordine, l’assessore alle politiche ambientali Riccardo Tricarico, che ha esposto nei particolari il succedersi degli avvenimenti, e le loro cause, fino alla riapertura della discarica di Vieste; l’assessore Nino Gambuto, che ha posto l’accento sui “valloni” economici trovati e sui provvedimenti grazie ai quali l’amministrazione è riuscita a colmarne la maggior parte.
Quindi il sindaco, Costantino Squeo, che ha cominciato il discorso dal lontano 1997, quando il comune (prima legislatura Marinacci, ndr) decise, in via del tutto autonoma, di bypassare il decreto Ronchi, continuando a conferire i rifiuti nella discarica in località Monachella fino al 2000.
“Mi domando dove erano – ha richiamato più volte il sindaco – i ‘salutisti’ e i biologi che oggi gridano alla ‘megadiscarica’, quando la Monachella ha fumigato per anni, invadendo di esalazioni San Nicandro: quella si che era una discarica”, ricordando che la stessa fu chiusa grazie alle denunce dell’ambientalista Nazario Bizzarri, con provvedimento del giudice che condannò gli amministratori ad un anno e sei mesi.
Frequenti le allusioni al “mancato senso di responsabilità” dei consiglieri di opposizione nell’ultimo consiglio comunale: “Eravamo li, per fare una delibera che avrebbe salvato San Nicandro dai rifiuti – ha ricordato Squeo – alla vigilia di un’emergenza, e questi signori si preoccupavano dei cinque minuti prima e dei cinque minuti dopo, abbandonando l’aula”.
Infine il riferimento all’impianto complesso di biostabilizzazione, che l’attuale amministrazione si è candidata, con studio di fattibilità e forum ambientale, ad ospitare nel comune di San Nicandro: “Quando abbiamo deliberato sulla disponibilità – ha dichiarato Squeo – c’è stata gente che è venuta a fare baccano in consiglio comunale per 200 euro, ragazzi che hanno urlato per 50 euro. E siamo stati fortunati: l’assassino che ha ucciso a Napoli davanti ad un bar ne aveva presi solo 500. Noi abbiamo scelto di essere capofila di una gestione vortuosa dei rifiuti, perché altrove il rifiuto non è “immondizia” ma una risorsa. Questo lo hanno scoperto già in città come Ugento, perla del turismo salentino, Conversano, Salerno. E sono città dove pare che le amministrazioni siano di centro-destra. Sul tema dei rifiuti ovunque la politica è chiamata a fare un passo in avanti: questo a San Nicandro non accade.
Pensavano di farci finire in una emergenza rifiuti, secondo una logica di azione cavernicola. Ma noi abbiamo tenuto la schiena dritta: e a non piagare il capo non è stato Costantino Squeo, ma i cittadini di San Nicandro che hanno la loro dignità di cittadini del Gargano”.
Intanto la situazione si è normalizzata, dopo che gli operai della Enerambiente – alla cui sensibilità e senso civico sono andati diversi ringraziamenti del sindaco e degli assessori – hanno smaltito tutti i cassonetti ormai colmi al limite.
La questione, si approfondirà ora in ambito giudiziario, dopo il provvedimento sospensivo del TAR che ha dato giustizia alle ragioni del comune di San Nicandro.
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