Nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra

La riflessione dell'Associazione Aficionados

Riceivamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma dell'associazione Aficionados

Ciò che sta accadendo in queste ore alle porte dell'Europa, richiama tutti noi alla formulazione di un giudizio, ma soprattutto a lasciarsi provocare sulla terribile condizione umana che il nostro mondo sta vivendo. Prima di schierarsi o di dare giudizi affrettati, bisogna comprendere che alla base di questa guerra stanno tutti quei fattori che caratterizzano la materia della geopolitica e che si traducono in relazioni internazionali, decisioni governative, interessi economici, politiche di sicurezza e strategie diplomatiche. E' pertanto sbagliato dividersi creando le cosiddette ''tifoserie''. Ormai è da più di un anno che la nostra società sembra abituata a dividersi, prima i ''No vax'' contro ''Pro Vax'', quando di mezzo c'era una pandemia, ora fra ''filo-russi'' e ''filo-nato'', quando nel mezzo c'è una guerra. Proprio perché c'è una guerra dobbiamo sentirci costretti e fare la fatica di analizzare quello che sta accadendo con maggiore ragionevolezza. La guerra è un male e non può portare ad una soluzione, ma solo ad altro male; basti pensare durante la storia a quelle guerre considerate ''lampo'' e rivelatesi poi deleterie per l'intera umanità. Ricordiamo bene le parole di Pio XII: «nulla è perduto con la pace, tutto può esserlo con la guerra». O la lettera del metropolita Antonij, durante la Primavera di Praga: «Io invito tutti voi che vedete quanto sta succedendo nel mondo, a considerare ancora una volta quale debba essere la nostra posizione di cristiani, dove sia il nostro posto in questa lacerazione del tessuto da cui si riversano sangue, lacrime, orrore, e a comprendere che il nostro posto è sulla croce, e non semplicemente ai piedi della croce». Per giudicare quello che sta accadendo in Ucraina occorre impegnare la nostra ragione (come ci viene indicato da Don Giussani ne "Il Senso Religioso") con la «capacità di afferrare e affermare la realtà nella totalità dei suoi fattori». Alla luce di questo impegno cosa possiamo dire sulla questione Russia-Ucraina?

L'invasione da parte di Putin è un atto fortemente grave, che è da condannare a prescindere senza esitazioni. Ma è comunque sbagliato ritenere che il problema di tutto sia solo il presidente russo, come emerge da certe testate giornalistiche. La mancanza di una sana diplomazia, le continue provocazioni da parte di leader mondiali hanno portato ad una sempre più grave tensione a livello globale, fino a provocare una risposta militare. Per quanto possa sembrarci ingiusto il disegno di Putin di avere una certa influenza su alcune regioni ucraine, pensiate che sia diverso dal disegno degli Stati Uniti di avere una certa influenza nei paesi del Medio Oriente solo per i propri interessi? In questa guerra siamo tutti coinvolti e siamo tutti responsabili. A partire da chi utilizza la violenza come mezzo di risoluzione di controversie violando apertamente il diritto internazionale, fino a chi provoca tensioni con il solo scopo di avere un'egemonia sulla scacchiera del pianeta attraverso organizzazioni internazionali.

Cosa bisogna sostenere? In questo momento sembra essere sempre più difficile la strada che apre ad una soluzione pacifica, ma come ricordato anche da Papa Francesco ''alla insensatezza diabolica della violenza, si risponde con le armi di Dio''. Invitiamo tutti alla preghiera, affinché il cuore di chi governa le nostre nazioni possa essere illuminato e che presto si stabilisca un clima di dialogo fra tutti per poter ripristinare la pace in Europa, e perseverarla da azioni che da parte di tutti coloro che sono coinvolti nello scenario internazionale portano alla destabilizzazione della convivenza fra le nazioni. Preghiamo affinché cessino le azioni violente che portano al dolore di milioni di innocenti e aderiamo al digiuno indetto dal Papa per Mercoledì 2 Marzo.

 

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